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Caro materiali: predisposti da ANCE fac-simile istanze a supporto delle imprese
24 Marzo 2021 

Negli ultimi mesi si sono registrati significativi incrementi nei prezzi di acquisto di alcuni dei principali materiali da costruzione, la cui entità sta determinando enormi difficoltà alle imprese appaltatrici, già gravate da ingenti sofferenze finanziarie e patrimoniali dovute all’evento pandemico in atto.

 

Si tratta, infatti, di incrementi straordinari, che vanno ben oltre l’alea contrattuale, travalicando le normali fluttuazioni del mercato ed il trend sembra destinato ad aumentare per i prossimi mesi.

 

Gli aumenti hanno interessato innanzitutto il prezzo dell’acciaio, che tra novembre 2020 e febbraio 2021 è aumentato del 130%, ma anche di altri materiali di primaria importanza per l’edilizia, come, ad esempio, i polietileni, che nello stesso periodo hanno mostrato incrementi superiori al 40%, il rame +17% e il petrolio +34%.

 

 

L’attuale Codice degli Appalti non prevede adeguati meccanismi di revisione prezzi rendendo i contratti non più economicamente sostenibili, con il conseguente rischio di un progressivo rallentamento dei lavori in corso, nonostante gli sforzi messi in campo dalle imprese per far fronte agli impegni assunti.

 

L’ANCE ha rappresentato con forza il problema ai Ministeri di riferimento (MIMS, MEF e MISE) e all’ANAC, al fine di sollecitare un intervento normativo urgente che consenta di riconoscere alle imprese gli incrementi straordinari intervenuti, evitando un “blocco” generalizzato degli appalti e, contemporaneamente, ha scritto alle primarie stazioni appaltanti di rilievo nazionale, al fine di evidenziare la difficile situazione in atto.

 

Nell’attesa di una soluzione normativa alla questione ed al fine di fornire un primo supporto anche in questa fase, sono stati predisposti i seguenti tre diversi modelli di istanza che possono essere utilizzati dalle imprese associate e che si allegano:

 

- una bozza di “istanza di modifica delle condizioni economiche del contratto”, da utilizzare nell’ipotesi in cui, nel contratto di appalto, non vi sia alcuna clausola che consenta il riequilibrio economico del contratto, oppure, laddove prevista, non sia comunque idonea ad un completo ristoro per l’impresa (All. 1:);

 

- una bozza di “istanza di attivazione della clausola revisionale ex art. 106, comma 1, lettera a) del Codice 50, da utilizzare laddove il contratto contenga tale meccanismo compensativo e questo sia eventualmente idoneo a compensare i rincari (All. 2:);

 

- una bozza di “riserva”, da iscrivere - ove ritenuto opportuno - nel primo atto contabile utile (All. 3).

 

Naturalmente, si tratta di fac-simili che, pertanto, in caso di utilizzo, necessitano di tutte le opportune modifiche e/o integrazioni del caso, per adattarli alle specifiche situazioni contrattuali in essere.

 

 Seguiranno tempestivi aggiornamenti su ogni ulteriore sviluppo sulla questione.