L’ANCE fornisce un commento sui contenuti dell’articolo 29 del DL 4/2022 che ha introdotto una nuova disciplina revisionale per i contratti pubblici valevole, in via transitoria, fino al 31 dicembre 2023
Come noto (vedi precedente news del 1 febbraio u.s.) l’articolo 29 del decreto Legge 27 gennaio 2022, n. 4 – cd. “Sostegni-ter” – rubricato “Disposizioni urgenti in materia di contratti pubblici”, ha introdotto una nuova disciplina in tema di revisione dei prezzi e aggiornamento dei prezzari nei contratti pubblici, valevole per le procedure di gara indette a partire dall’entrata in vigore del provvedimento (27 gennaio u.s.) e sino al 31 dicembre 2023.
Sul piano generale va segnalato che, sebbene la nuova disciplina testimoni l’attenzione del Governo al tema del “caro – materiali”, non sembra, purtroppo, ancora risolvere efficacemente le principali e più urgenti problematiche che interessano il mercato dei lavori pubblici.
Essa, infatti, non risponde adeguatamente all’esigenza – ormai non più differibile e rappresentata a gran voce al Governo – di mettere in gara progetti ancorati al reale andamento del mercato e di garantire l’equilibrio economico dei contratti in modo costante per tutta la fase realizzativa degli interventi.
Il nuovo sistema, infatti – sia pure con alcune variazioni – replica, sostanzialmente, il precedente meccanismo compensativo previsto dal Codice De Lise (d.lgs. 163/2006, art. 133), nonché da ultimo, per il caro-materiali 2021 (D.L. n. 73/2021, art. 1-septies); meccanismo che, come noto, presenta fortissime criticità applicative – sia sul piano metodologico che su quello dei materiali considerati – tanto che Ance ha ritenuto necessario impugnare in sede giurisdizionale diversi decreti ministeriali di rilevazione, tra cui anche il DM 11 novembre 2021 contenente le variazioni dei prezzi del primo semestre 2021.
Inoltre, la nuova disciplina si preoccupa solo delle future gare, senza fornire soluzioni adeguate perla prosecuzione dei contratti in corso, rispetto ai quali la speciale normativa introdotta per il caro-materiali 2021 appare assolutamente insufficiente a scongiurare il rischio di un fermo dei cantieri.
Ciò premesso sul piano generale, si riporta in allegato una sintesi dei principali contenuti della disposizione, unitamente ad una prima valutazione delle specifiche modifiche introdotte.
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