ANCE, Confindustria e Regioni promuovono una indagine sulle ragioni che causano il blocco degli investimenti pubblici
L’emergenza COVID-19 ha reso ancora più evidente che la ripresa economica del nostro Paese debba passare per l’accelerazione degli investimenti in opere pubbliche per gli importanti effetti positivi sull’occupazione, sulla coesione economica e sociale, sulla qualità della vita, sulla competitività delle imprese e sull’attrattività dei territori.
Il mercato degli appalti pubblici è stato investito negli ultimi venti anni da una serie di riforme legislative, che hanno prodotto un forte impatto sulle amministrazioni pubbliche e gli operatori economici, spesso senza riuscire a superare le incertezze e le complessità procedurali esistenti, e talora provocando forti ritardi nell’attuazione degli investimenti.
Per questi motivi, Ance e Confindustria, insieme alla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, hanno concordato di avviare un’indagine volta a verificare, sia dal lato delle stazioni appaltanti sia da quello delle imprese, i principali nodi giuridici e operativi sui quali concentrare l’attenzione e la definizione di soluzioni legislative, amministrative e tecniche.
L’Università LUISS è stata incaricata di svolgere una ricerca di carattere scientifico basata sull’analisi di questionari rivolti ad imprese e stazioni appaltanti, in forma anonima, che saranno somministrati attraverso la piattaforma di ITACA.
Si invitano, pertanto, le Imprese associate più interessate al tema dello sblocco delle opere pubbliche a dare il loro parere compilando il questionario al quale rispondere entro il prossimo 26 giugno, disponibile al link https://www.itaca.org/questionarioOE.asp
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