Dal 1° gennaio scorso, come è noto, è entrato in vigore il meccanismo dello “split payment”, che pone a carico delle Pubbliche Amministrazioni il versamento dell’IVA relativa alle cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate nei confronti delle stesse.
In concreto, con l’introduzione della nuova disposizione:
– il cedente/prestatore emette fattura nei modi ordinari,
– la P.A. versa al cedente/prestatore il solo corrispettivo a lui spettante per l’operazione resa, versando invece l’imposta dovuta direttamente all’Erario.
L’ANCE, sin da subito, ha contrastato l’entrata in vigore della norma che produce effetti gravissimi sulle imprese, incidendo sulla loro liquidità, già fortemente pregiudicata dal fenomeno dei ritardati pagamenti della Pubblica Amministrazione e mettendo, così, a rischio la stessa sopravvivenza delle imprese che operano nel settore dei lavori pubblici.
Tuttavia, a differenza del testo originario, che ne subordinava l’operatività alla preventiva autorizzazione da parte della Comunità europea, la norma definitiva, approvata con voto di fiducia, ha fissato l’immediata entrata in vigore dal 1° gennaio 2015, ostacolando di fatto il buon esito delle iniziative che l’Associazione aveva già avviato per bloccarne l’efficacia.
Ad oggi, l’ANCE ha comunque evitato il blocco dei pagamenti di fatture emesse fino al 31 dicembre 2014, ma pagate dal 1° gennaio 2015, che avrebbe prodotto un aumento del credito IVA delle imprese anche per le fatture già emesse prima dell’entrata in vigore della norma.
Tale posizione, come anticipato nel Comunicato Stampa del Ministero dell’Economia e delle Finanze dello scorso 9 gennaio, troverà conferma ufficiale nel Decreto attuativo in via di definitivo perfezionamento
Nel medesimo Decreto attuativo, dovranno poi essere specificati i soggetti per i quali i rimborsi IVA, relativi alle operazioni assoggettate allo “split payment”, verranno eseguiti in via prioritaria, ferma restando la possibilità di utilizzare i crediti IVA, generati anche dall’applicazione del nuovo meccanismo, in compensazione con debiti di altre imposte od oneri contributivi dovuti, in base alle modalità sinteticamente riepilogate nell’Allegato Tecnico predisposto dall’area fisco dell’ANCE
Sulla questione, in ogni caso, è stato già sollecitato un intervento risolutivo del Governo, al quale è stata trasmessa la gravità di tale provvedimento e la necessità di un ripensamento immediato.
Nel frattempo, è in corso comunque un confronto approfondito con l’Amministrazione finanziaria per la soluzione delle criticità operative che lo “split payment” sta già sollevando.
A tal fine, si invitano tutte le aziende aderenti a farci pervenire via mail, all’indirizzo info
@ance.enna.it
segnalazioni su questioni specifiche, così da delineare nel dettaglio un quadro complessivo delle difficoltà già emerse in sede di prima applicazione del meccanismo.