La giunta di Pietraperzia con due distinti delibere del 13 giugno ha adottato due regolamenti per disciplinare l’astensione di amministratori e dipendenti comunali da attività che possano incidere sulla libera concorrenza o sulla trasparente attività dell’ente.
Pirrone – Presidente dell’ANCE ” Finalmente qualcosa si muove anche sul fronte legalità nelle pubbliche amministrazioni. Come noto la nostra associazione è stata forte propulsore di una serie di iniziative volte a diffondere la cultura della legalità, della lotta alla criminalità ed al racket delle estorsioni adottando norme etiche sempre più serrate. Contestualmente abbiamo chiesto a pubbliche amministrazioni ed alla politica di dare un segnale concreto anche nell’attività che governano. Finalmente vediamo che qualcuno raccoglie in nostri inviti e non possiamo che plaudire a quanto fatto dalla Giunta guidata dal Sindaco Emma, che mette nero su bianco la volontà di amministrare con trasparenza la cosa pubblica e di rendere neutrale la sua azione e quella della burocrazia comunale. Comprenderete che non esiste metodo migliore per combattere le distorsioni del mercato e la corruzione di un codice di autoregolamentazione.”
” Già dall’inizio dell’anno abbiamo avviato un’azione di sensibilizzazione, chiedendo alla Prefettura di farsi promotrice presso le amministrazioni locali dell’adozione di un codice di comportamento di tal fatta. Prima d’ora nessun segnale istituzionale era arrivato ed il silenzio ci aveva fatto temere di aver avuto poca fortuna. Ora potremo con più ottimismo continuare nella nostra azione di persuasione delle altre amministrazioni”
I codici di comportamento sono stati previsti dapprima dal decreto Ministro della Funzione Pubblica del 28/11/2000 e poi dal codice di comportamento della pubblica amministrazione del 2001, previsioni riprese e rafforzate anche nella più recente riforma della PPAA “brunetta”. Nella sostanza prevedono che i dipendenti pubblici e gli amministratori si attengano a principi di neutralità e correttezza in ogni decisione in cui sono coinvolti, evitando così che possano verificarsi fenomeni deleteri in cui ad esempio imprese appaltatrici si ritrovano ad essere anche incaricate di lavori privati nelle abitazioni di assessori o funzionari comunali generando sospetti sulla correttezza nell’aggiudicazione di un appalto ed altre situazioni simili.