Rilanciare il confronto sui temi caldi della crisi del settore
Tre anni per far uscire dalla crisi un settore che negli ultimi cinque anni è tornato indietro di 15, con volumi d’affari ed occupati tornati ai livelli della fine degli anni 80.
Il riconfermato Presidente dell’Associazione costruttori, punta sul rapporto con i Sindaci per far avviare programmi in grado di dare lavoro ad imprese ed operai locali.
“Gli ultimi 5 anni hanno segnato un evento di tale gravità da poter essere paragonato solo ad una guerra ed ancora non riusciamo a vedere politiche in grado di segnare una strada di uscita. Quella che alla fine del 2007 era stata indicata come un crisi finanziaria ha messo in luce tutte le debolezze prima del sistema istituzionale e poi economico, debolezze che ancora non sono adeguatamente affrontate e che vengono spesso ignorate da un sistema non in grado di autorigenerarsi. Questo immobilismo, questa plasticità non può essere un alibi per chi come noi ha deciso di essere imprenditore. Proprio in questi momenti occorre avere una capacità di proposta che possa contribuire alla formazione delle decisioni. Per questo scopo abbiamo individuato tre linee su cui confrontarci con le istituzioni, a partire dai Sindaci, unico e vero protagonista delle scelte che possono avere impatto sulla qualità della vita e sul benessere di imprese e lavoratori. Importante sarà poi la sinergie che riusciremo a creare con
Al centro delle proposte che l’ANCE sta sviluppando ci sono un ampio e diffuso insieme di progetti di riqualificazione urbana, l’ammodernamento delle infrastrutture – a partire dal quelle viarie – cavallo di battaglia degli ultimi anni dell’associazione e gli investimenti in tecnologie atte a ridurre i consumi energetici.
“Il tema della riqualificazione urbana va affrontato con un nuova visione, possibile solo se le capacità scientifiche che
La questione urbana ha bisogno di un approccio complesso e complessivo: significa dotarsi di un filtro che ci permetta di vedere la città e di agire sulle strutture, sull’hardware appunto. Spesso un vizio di chi si occupa di sociale è non considerarlo significativo, ma l’hardware cambia la vita delle persone; contemporaneamente è indispensabile investire sulle risorse, le energie, le identità collettive, cioè sul software della città. Nel contempo, il vizio di chi si occupa di infrastrutture è di non considerare significativo, ma accessorio, il software, la fruibilità, il sistema di relazioni sociali che deve generarsi dal cambiamento del tessuto urbano. Soltanto la combinazione di hardware e software consente alla città di potersi trasformare e svolgere il ruolo di collante sociale indispensabile per una piena cognizione del benessere e del senso di partecipazione alla collettività.
Chi più dei giovani professionisti, dell’ Università intesa come centro di propulsione di idee e di correnti di pensiero, chi più delle imprese deve porsi l’obiettivo di creare una strategie di programmazione urbana?
Da qui la volontà di accompagnare un percorso virtuoso che, anche nel sud più periferico, possa stimolare le istituzioni locali ad avviare una fase di concreto impegno per ripensare il nostro ambiente urbano e proiettarlo fuori dall’isolamento e dal degrado cui oggi sembra siano inesorabilmente indirizzate le nostre comunità.”
Altro tema su cui l’ANCE si batte da anni è quello dell’ammodernamento viario. Gli oltre
Pirrone “Per noi riqualificare deve voler significare anche dotarsi di infrastrutture adeguate ai tempi ed ai bisogni. Non solo strade quindi ma anche edifici scolastici e infrastrutture tecnologiche. Sul fronte strade dobbiamo dare atto al Commissario della Provincia Reg.le – Dr. Caccamo – di aver dato impulso al piano di ammodernamento viario, appaltando interventi che, anche se non risoltivi dell’enorme ritardo accumulato, potranno rendere più sicure e percorribili alcune arterie viarie cosiddette secondaria, ma per noi in realtà primarie dato che sono per larga parte della provincia le uniche vie di comunicazione.”
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