Pirrone: “La legge finanziaria rischia di diventare il colpo definitivo al settore dell’edilizia già in agonia da 4 anni. Auspicavamo che venissero accolte alcune nostre proposte a costo zero e per di più approvate dalle commissioni parlamentari competenti in sede di esame della legge. Erano proposte utili a rilanciare il mercato immobiliare, quali l’allungamento a 25 anni della durata dei mutui in favore di cittadini beneficiari dei programmi di edilizia agevolata e l’innalzamento dell’importo degli stessi a 150 mila euro, l’aumento della percentuale di materiali inerti da riutilizzo fino almeno al 50%, invece registriamo che sono state inserite solo norme che rischiano seriamente di affossare settori quali quelli estrattivo e della lavorazione di materiali da cava, o quello dell’indotto edilizio delle aziende di estrazione di gas e petrolio.”
” L’innalzamento al 20% del contributo per royalities dovuto dagli impianti estrattivi di gas e idrocarburi e l’eliminazione di una soglia franca, produrrà un fermo degli investimenti specie nei piccoli impianti. Le aziende investiranno altrove, lasciando inutilizzate le aree in concessione, specie quelle piccole come Gagliano e Troina, con conseguente crisi per le aziende edili che gravitano nell’indotto pretrolchimico. Gli effetti solo in provincia saranno la perdita di almeno 500 occupati per non parlare della riduzione di gettito fiscale, che graverà pesantemente anche sulle casse dei comuni interessati.”
“Anche per cave e siti di estrazione inerti la finanziaria introduce un canone, che per quanto comprensibile sia nelle sue motivazioni (la sicilia era infatti una delle poche aree del paese in cui l’estrazione da cave) non lo è nell’entità. Il risultato sarà quello di alimentare l’importazione dalla Tunisia e dalla Turchia di inerti, o l’alimentazione degli impianti di trasformazione con inerti provenienti da altre regioni italiana, quindi la morte per il settore e un aumento dei costi per conglomerati assolutamente incompatibile con la crisi finanziaria che investe sia gli enti pubblici che le imprese edili”
“Infine desta molta preoccupazione l’art. 6 che sostanzialmente si propone di soddisfare gli impegni di finanza pubblica dettati dal DL 95/2012 con l’utilizzo dei fondi destinati al programma di coesione territoriale. In sostanza in qual programma ci sono i fondi per infrastrutture importanti quali la nord-sud e che ora saranno oggetto di una riprogrammazione in forza di questo impegno introdotto nella finanziaria regionale.Auspichiamo che insieme alle forze politiche ed alla deputazione regionale si riesca a far sì che il Governatore nella riprogrammazione che dovrà fare tenga salvi gli investimenti su cui c’è un livello avanzato di esecutività,qual’è la nord-sud, ma occorre portare avanti un’azione sinergica per convincere della necessità di tali interventi”